Il Vernissage di PLENUM, la personale di Luca Gilli al Maschio Angioino

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Grande successo di pubblico al Maschio Angioino per l’opening di Plenum, la personale di Luca Gilli, a cura di Marina Guida. Il fotografo emiliano per la prima volta in mostra a Napoli ha inaugurato con una preview venerdì sera ed ufficialmente sabato 16 dalle ore 12.
Sono intervenuti amanti di arte contemporanea, teatro e design, collezionisti, giornalisti, critici e la grande imprenditoria napoletana. Per la preview Giovanni Cotroneo ha tenuto un discorso introduttivo sull’artista e gli ha rivolto alcune domande sulla sua ricerca artistica. A seguire, Emmanuela Spedaliere ,direttore Marketing e Affari Istituzionali del teatro San Carlo, da sempre animata da una grande passione per l’arte, ha dato il benvenuto agli ospiti nella sua elegantissima casa nel cuore di Napoli, all’interno di un palazzo ottocentesco,  Una light dinner  in onore dell’artista circondati da opere d’arte,  tra cui alcune fotografie di Gilli, posizionate nel salotto per l’occasione. Casa Spedaliere si distingue per un ricercato design e gusto contemporaneo, ad opera dell’architetto Giuliano Dell’Uva, facendosi interprete del proverbiale culto dell’ospitalità napoletano.
Un progetto firmato “Paola Sosio Contemporary Art” , che tanto ha voluto questa mostra approdasse a Napoli , dopo aver esposto la scorsa estate  a Capri nei saloni liberty di Villa Lysis, un tempo dimora del Conte Fersen. “Ci auguriamo tutti che questo sia solo l’inizio di un interessante e proficuo scambio Napoli-Milano e viceversa”, commenta la gallerista, entusiasta del folto numero di accorsi all’opening.
Tra gli intervenuti all’inaugurazione: il presidente della camera Roberto Fico, Yvonne De Rosa, Luciano Romano, Alfonso Artiaco, Generoso Di Meo, Guido e Ornella Fiorentino, Elena Jannone, Mario Abate, Lucia Valenzi, Antonio Martiniello, Giorgio Nocerino, Franco Rendano, Vincenzo Moccia, Rosanna Naclerio, Silvia Salvati, Luca Marconi, Januaria Piromallo, Rino Terracciano, Piero Ferrari De Falco, Maria Pia Incutti, Amerigo Crispo, Elena Brun, Alessandra Pacelli, Mino Cucciniello, Anna Paola Merone, Enzo Agiardi, Franco Balestrieri, Daniela Cepparulo, Giuliano dell’Uva, Emmanuela Spadaliere e Giuliano Dell’Uva, Paola Sosio, gallerista, Marina Guida, curatrice, e AnnaChiara Della Corte, ufficio stampa della mostra.

Circa venti fotografie a colori di medio e grande formato in esposizione nell’imponente sede regale della dinastia Angioina prima, e di quella Aragonese poi, che includono anche inediti scatti napoletani, frutto del recente lavoro di Gilli in città.
Il progetto, organizzato dalla galleria Paola Sosio Contemporary Art di Milano, è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, e gode del Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Gilli articola il suo dialogo artistico, che è al tempo stesso scientifico e filosofico, facendo leva sul concetto di “Plenum”, di aristotelica e cartesiana memoria.
Nella teoria del “Plenum”, Aristotele descriveva l’universo come un’entità composta da particelle infinitesimali che non lasciano spazi vuoti tra le une e le altre. Anche nella dottrina  di Cartesio, lo spazio era descritto come totalmente occupato da una materia impalpabile ed invisibile che costituisce la sostanza del vuoto; idea che Luca Gilli  sposa in queste indagini fotografiche. Nella retina dell’osservatore si frammentano e ricompongono, in schemi compositivi liberi, elementi eterogenei: forme architettoniche classiche o contemporanee, sedute in interni spogli, canaline elettriche, materiali edili di vario genere, oggetti residuali o quotidiani, completamente immersi in un’atmosfera sospesa ed onirica, che è al tempo stesso reale e metafisica.
“In queste opere – scrive la curatrice Marina Guida nel testo critico in catalogo-  le ombre sono azzerate e gli oggetti sembrano fluttuare in un fluido invisibile, che ne avvolge la forma e ne struttura l’essenza.Si tratta di un modus operandi, al tempo stesso etico ed estetico, che si contrappone alle pratiche fotografiche correnti, focalizzate sul pieno e sull’eccesso narrativo ed espressivo. Un’inversione di tendenza che intercetta e struttura una precisa architettura visiva invitando alla pausa, all’ascolto, alla riflessione, alla meditazione. L’artista rovescia il rapporto gerarchico tra figura e sfondo, e conferisce al vuoto il primato all’interno dell’immagine, dischiudendo così un nuovo orizzonte di senso, ed una inconsueta possibilità di visione.
Il modo di guardare e quindi di fotografare di Gilli si struttura “per via di levare”, da sempre principale viatico per raggiungere il nucleo puro della poesia e del sublime. “Levare” è l’imperativo categorico di queste fotografie, che non vogliono impressionare lo spettatore, ma si presentano con naturalità e maturità  all’occhio dell’osservatore, e arrivano all’essenza dell’immagine.

Il fotografo dedica particolare attenzione alla luce diffusa, che gli consente di rendere in forma visibile un’immagine mentale. Il suo lavoro non è mai estemporaneo, al contrario richiede i tempi lunghi di una relazione fisica fattuale con l’ambiente. Gilli sceglie di eleggere a protagonista delle sue indagini fotografiche, non tanto gli oggetti all’interno di un contesto, quanto piuttosto le relazioni infrasottili che, tramite un elemento intangibile e non osservabile, il “plenum” teorizzato da Cartesio, sostanziano e strutturano la forma, lo spazio e il pensiero.
Un nuovo orizzonte di senso, ed una inconsueta possibilità di visione, per approdare alla considerazione che nello spazio il vuoto non è vuoto, ma soltanto una delle configurazioni visive possibili.
Cenni biografici
Luca Gilli (1965) vive e lavora a Cavriago, Reggio Emilia. Sviluppa la sua ricerca fotografica da molti anni e le sue opere fanno parte di collezioni private e di musei pubblici di fotografia e di arte contemporanea italiani ed europei. Numerose le mostre personali in Italia, in Francia e nel mondo organizzate da prestigiose istituzioni pubbliche e gallerie private e le presenze in esposizioni collettive. Diverse le partecipazioni a cataloghi collettivi e le pubblicazioni personali, tra le quali Blank (2011) con un prestigioso saggio critico di Quentin Bajac, attuale direttore del Jau de Paume di Parigi, già responsabile del dipartimento di fotografia del MoMA di New York, e nel 2016 Incipit (Skira) a cura di Walter Guadagnini. Tra le sue più note ricerche, “Blank”, “Raw state”, la serie “Un musée après” e il più recente progetto “Incipit”oggetto principale della mostra personale “Di/Stanze”a cura di M.Bergamini ad inizio 2018 al Museo Diocesano – Chiostri di S. Eustorgio a Milano.  “Interno in surreale” è il solo show presentato ad ArtVerona 2018, a Torino durante l’Art Week e da inizio 2019 in Bocconi a Milano, sempre a cura di M.Bergamini. Da  Giugno 2019 realizza la mostra personale  Sinestesie a cura di A.Madesani con e  alla Fondazione Antonio Calderara a Vacciago (No) ; seguono ad Agosto la mostra “Plenum” a cura di Marina Guida a Villa Lysis a Capri e a Novembre 2019 “Plenum” in mostra in forma estesa al Maschio Angioino di  Napoli.
Entrambe le mostre sono accompagnate da un catalogo. Dal 2014 collabora con Paola Sosio Contemporary Art, sua galleria di riferimento che lo supporta nello sviluppo dei molteplici progetti.
Hanno scritto del suo lavoro eminenti firme della critica di fotografia e arte contemporanea, importanti esponenti della cultura in Italia e Francia.

SCHEDA EVENTO

Autore Luca Gilli
Titolo Plenum
A cura di Marina Guida
Patrocinio  Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli
Matronato Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Organizzatada Paola Sosio Contemporary Art, Milano
Sede Maschio Angioino, Via Vittorio Emanuele III, Napoli
Opening sabato 16 Novembre  2019  ore 12
Date 16 Novembre  – 7 Dicembre 2019
Ingresso gratuito
Orari: Lunedì – Sabato 10.00 – 18.00 domenica chiuso

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