Napoli, presentata al Gambrinus la Confederazione dei Movimenti Identitari

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Grande successo ha avuto la presentazione svoltasi mercoledì 18 settembre al Caffè Gambrinus di Napoli, della CMI, la Confederazione dei Movimenti Identitari. Ad aprire i lavori è stato l’editore e giornalista Gino Giammarino, il qualeha raccontato il cammino che ha portato all’istituzione della CMI, dal primo incontro di Melfi del 2018, che ha visto protagoniste la testata QM (Questione Meridionale) e Il Brigante (che quest’anno festeggia i vent’anni di attività) fino alla giornata odierna. Da quell’incontro, ripetutosi anche quest’anno ed incentrato sui silenzi della comunicazione e della storia meridionali, è iniziato un lavoro di laboratorio che ha permesso di realizzare una struttura pensante formata da Dipartimenti Culturali che possono disporre di un braccio politico, la CMI, che permette loro di poter contare su una realtà che può farsi promotrice di istanze politiche provenienti dai territori in sede di competizione elettorale.

E’ poi intervenuto Alessandro Citarella, segretario politico di MERIDEM (Meridionalisti Democratici), e portavoce uscente della CMI, dichiarando che la CMI è un luogo di rappresentanza per le esigenze meridionaliste e la confluenza dei Movimenti che, a loro volta, possono riconoscersi nelle battaglie sociali e politiche che bisogna condurre per il Sud Italia.
A seguire, a sottolineare anche il passaggio di consegne, l’intervento di Sergio Angrisano (Federazione Movimenti Base), nuovo portavoce di CMI per i prossimi sei mesi, nel quale ha dettato le linee del suo lavoro per il suo mandato, auspicando che tutte le sigle meridionaliste considerino la CMI il punto di riferimento per sostenere battaglie comuni per le istanze ed esigenze meridionali. Il nuovo portavoce ha poi invitato ad intervenire Miriam Tripaldi, docente di musicologia alla University of Chicago, e responsabile dei rapporti internazionali, la quale ha illustrato l’azione progettuale, culturale e politica, tra CMI e i meridionali all’estero, segnatamente negli USA.
Tra i relatori anche il giornalista Alessandro Sansoni, Presidente del Comitato Referendario per la Macroregione Meridionale, che haspiegato la necessità di arrivare alla costituzione di una Macroregione Meridionale che dialoghi con le Istituzioni Europee. Inoltre ha annunciato che 11 consiglieri del Consiglio regionale della Campania si sono fatti carico di portare finalmente a compimento in sede di consiglio il referendum per la nascita della Macroregione. A breve, dunque, i meridionali si potranno pronunciare su questo modello, esprimendo la propria idea e non quella imposta dai cattivi maestri, emanazione dei partiti del sistema romano.

Tra gli interventi dei presenti, di particolare rilievo quello di Ciro Borrelli (Nazione Napolitana Indipendente che ha aderito convintamente sin dalla prima ora alla CMI), che ha sottolineato l’importanza del cammino politico verso un’autonomia sempre più spinto dalle logiche della non rappresentatività del Sud da parte dei grandi partiti tosco-emiliani, e di Angelica Visconti, esponente della sfera LGBT, intervenuta a testimoniare l’adesione alla Confederazione del Movimento Verde nel quale milita anche per le posizioni ambientaliste.
Diverse, poi, sono state le testimonianze di rappresentanti provenienti da liste civiche e movimenti già inseriti con compiti di governo in altre e variegate realtà amministrative meridionali.

A concludere i lavori, l’editore e giornalista Gino Giammarino, il quale, intervenendo sul discorso delle autonomie, ha evidenziato come sia oramai finita per sempre l’era dei grandi Stati-Nazione formatisi tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900, e di come l’Europa stia già dialogando prioritariamente con quattro Macroregioni, in quanto è proprio questo l’indirizzo proveniente da Bruxelles. Per l’Italia, invece, siccome la Macroregione settentrionale formalmente già esiste, e quindi si dovrà solo costituire ufficialmene, al Sud, ha evidenziato l’inutilità di scagliarsi contro la cosiddetta secessione dei ricchi.
“Certamente più logico – ha dichiarato il direttore Giammarino – costituire la Macroregione Meridionale che, finalmente, cancelli questo deficit democratico attuale dove la Macroregione del Nord è rappresentata nel Parlamento italiano e in quello europeo, mentre quella del Sud è orfana di rappresentanti politici in entrambi i contesti”.

Infine, è stato rivolto un appello al fronte di micro partitini nati o in gestazione, affinché ci possa essere una semplificazione delle idee e, soprattutto, una verifica delle possibilità di condivisione di temi e battaglie comuni che possono essere rappresentate assieme alla CMI che può diventare, così, una struttura politica organizzata dove confluire, pur nel rispetto dei rispettivi percorsi sin qui compiuti, per realizzare obiettivi elettorali con prospettive maggiormente concrete.

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